- Allora, le opportunità sono due: o decidiamo che non c’è niente da fare e ce ne facciamo una ragione e amen, oppure restiamo qua e continuiamo a lamentarci, oppure, e forse è il caso, cominciamo a fare qualcosa. - E allora con gli oppure però siamo a tre e non sono più due come avevi detto.

camilla
cantoediscanto
dessa
eddiemac
gagrito
mawiapia
pulsatilla
vertigoz
zoca

avvertenza.
tutte quelle che fanno
ciccicicci con gli uomini
nei miei link,
io le odio.

postilla.
fare l'uomo link
da laclauz è un
mestiere duro.

le parole sono importanti.
e anche gli accenti
ma soprattutto un po' si
scrive con l'apostrofo,
per piacere.


robaccia

linkami pure, eh (poi 

non dire non ti avevo avvertito)

affinità-divergenze fra la compagna lucy van pelt e me
[1] [2] [3] [4] [5] [6]

I love.
le malvestite
sara lando


per i complimenti
per le critiche

incappati
*loading*

“Che c’hai tu?
I cazzi seri?
Ma falla finita,
ma chi ci crede?
Tu ci credi?”


martedì, 24 novembre 2009

e altroché l'america, altroché la musica

Oggi si è fotografato quello che fa il fratello figo di moretti in caoscalmo.
In foto sembra figo, al cinema sembra very figo ma vi giuro sul canguro che non è assolutamente paragonabile con la fighezza assoluta dal vivo: uno di quelli che li guardi e pensi due cose, e la seconda è che è bello...
ma non divaghiamo: arriva puntuale come un cucù, con in una mano il casco e nell'altra la mogliera: guardando meglio, quella cosa che è bello passa assolutamente in secondo piano...
ma non divaghiamo: come se non bastasse, è simpatico. Ma proprio alla mano, gentile, disponibile, cretino quanto basta, simpa, che si mette tutti i vestiti e fa le facce sceme, che però dio sa come gli escono da sangue pure quelle...
ma non divaghiamo: dicevo, viene con questa moglie che è una rigazza gentile e a modo, ma proprio normale-normale, che potrei essere io tranquillamente, e allora ecco gli strafighi che non si accoppiano con le supergnocche sono un segno dell'esistenza di dio, per non parlare del fatto che...
ma non divaghiamo: la mogliera normale non doveva essere fotografata, probabilmente veniva a sorvegliare, che io lo capisco eh, però dico anche, se ci hai un uomo così, dai, un po' di filantropia sarebbe anche auspicabile, ci devi stare che...
Vabbè, tanto vale divagare.
Allora questi vippi qui lo vedi subito se sono simpatici o no, a seconda di come trattano me, ovvero il ruolo sfighi più sfighi del mondo: la maggior parte arrivano e fanno il loro, a volte anche puntuali e disciplinati, ma come se noi tutti fossimo dei robottini inanimati, a livello di considerazione, invece a volte ci sono quelli come il suddetto, che vengono a presentarsi, ti dicono il loro nome come se li avessi conosciuti al bar, e poi ti chiedono come va, che ne pensi, se ti piacciono le foto e prima di andare via vengono a cercarti per salutarti. Tipo, per esempio, possono chiederti se possono fumare e darti la possibilità di rispondere che possono fare tutto quello che vogliono, a meno che la salivazione azzerata non ti privi dell'uso della parola, tipo, per fare un esempio a caso tra tanti, tipo.
giovedì, 12 novembre 2009

lo zio mario

L'altra sera è venuto a cena lo zio mario, classe 1920, ovviamente molto più in forma di me e voi.
Si parlava del fatto che a me non piacciono i peperoni e così io chiedo allo zio mario:
"e tu, c'è una cosa che non ti piace?"
Lo zio mario ci pensa un attimo e dice:
"le donne brutte".
venerdì, 06 novembre 2009

a thing of beauty is a joy forever

Abbiamo fatto le foto a una tipa nella suite di un albergo di quelli con sette portieri per ogni stanza.
Premessa: io di solito cerco di darmi un contegno, ma se proprio vedo che ci sono nella stanza quattro bagni e sedici confezioni di balsamo e bagno schiuma, allora si risveglia il ross geller che è in me, nonché il cinquenne di cui sotto, che apre tutti i cassetti con degli urletti isterici tipo ‘ma c’è anche una spazzola!’
Bene, questa diciamo che era la situazione B, ecco.
Ora, per dei motivi lunghi da spiegare, ma che includono poco preavviso e molta pioggia, io avevo l’aspetto ributtante sciatto di chi è appena caduto in un bidone di strutto liquido ma ormai ci ha fatto l’abitudine, che poi se vogliamo scendo nell’unto dettaglio: capelli lerci e appiccicosi e vestiti da idraulico in missione, insomma, capirete che già arrivare in questo posto dove mi aprono sei portieri io mi sento un poco male.
Poi però la porta della suite me la apre il principe, con maglione camicia e clark: ecco, in quel momento io un po’ lo odio di un odio salutare e sano, indipendente dai miei inestinguibili amorosi sensi nei sui confronti, lo odio perché lui è pulito e pettinato e bellissimo, li mortacci sua, e io lo invidio.
Io e il principe veniamo combinati a fare le prove nelle pose delle future partecipanti alla sessione, inclusa una nel letto a fare le chiacchierette e io penso che vabbè eddai, ma che cazzo. Il principe ha la sua aria deferente e professionale io mi mangio le guance guardando i cuscini e facendo un pensiero un poco romantico che poi ve lo dico dopo sennò ora la tristezza ci avvolge come miele e ci distraiamo.

Allora per darmi un tono comincio a girare per questi quattro bagni e gingilli vari della suite e fare delle osservazioni di rilievo architettonico particolarmente forbite, finché non vedo il campionario di toletta d’alto bordo: allora non mi contengo e mi metto a fare la razzia dei saponi allo sveltopiatti sotto gli occhi del principe, che mi fa un sorriso accondiscendente e vagamente divertito e dice ‘mi pare il minimo’, perché ovviamente lui è troppo educato per abbassarsi a questi atti vandalici, ma anche troppo educato per dirmi che sono una pulciara: meravigliosa dicotomia dell’educazione.
La scena si ripete praticamente identica quando portano la colazione vera per le foto finte: finite le foto io comincio a ingozzarmi come un pollo d’allevamento, mentre il principe se ne sta principescamente in piedi di lato tipo lerch della famiglia addams. Quando sono le nove di sera e il carrellino è veramente nascosto si mangia un pezzo di pane, il principe, però fa cadere delle briciole, che si affretta a raccogliere dalla moquette e insomma, non so, l’educazione di questo giovine mi colpisce quasi alla pari dei suoi boccoli rosci e del suo bianco degli occhi spippatissimo.

Va bene, siete pronti per il pensiero romantico: il principe, anche se ha ventisei anni ed è un personaggio da blog, è bello da guardare, ci ha un’eleganza nei modi e nei moti che mi fa dimenticare la grettezza del mondo e insomma, ecco, sarebbe bello essere invisibile e poterlo guardare ancora e ancora. In verità vi dico che questo mi capita di pensarlo anche di alcune ragazze, delle volte, tipo quelle sottili sottili con gli occhi blu che su flickr non posso fare a meno di favvare, tipo.
Secondo me ho dei problemi mentali, però anche una scorta di bagnoschiumi che lèvati.
giovedì, 29 ottobre 2009

No è che abbiamo chiuso la gara, sai com'è.

1. Il tratto principale del tuo carattere?
L’entusiasmo di un cinquenne.

2. La qualità che preferisci in un uomo?
Il senso dell’umorismo.

3. E in una donna?
L’autoironia.

4. Il tuo principale difetto?
Sono molto egoista e pessimista (segue)

5. Il tuo sogno di felicità?
Smettere di avere l'ansia and may I stay forever young.

6. Il tuo rimpianto?
Un'adolescenza troppo piena di paranoie.

7. L’ultima volta che hai pianto?
L’altro ieri al cinema, ma un pianto molto moderato.

8. L’incontro che ti ha cambiato la vita?
Cicco Pasticcio.

9. Sogno ricorrente?
Non riuscire a scappare e dover ridare geometria descrittiva e anche le due cose insieme.

10. Il giorno più felice della tua vita?
Deve ancora arrivare, spero, però ricordo con particolare gaudio le vacanze dopo la maturità.

11. E il più infelice?
Deve ancora arrivare, temo, però ricordo con particolare depressione il periodo in cui la mia migliore amica si fidanzò con il tipo per cui avevo una cotta da anni.

12. La persona scomparsa che richiameresti in vita?
Il mio professore di italiano del liceo.

13. Quale sarebbe la disgrazia più grande?
Perdere le persone che amo, perché, lo sappiamo, sono poche, e perdere la vista, perché è il mio senso preferito.

14. La materia scolastica preferita?
Letteratura italiana e analisi matematica.

15. Città preferita?
Amsterdam, al momento.

16. Il colore preferito?
Rosso bordò, ma solo scritto così.

17. Il fiore preferito?
Tulipano.

18. Bevanda preferita?
Succo di frutta, ci mancherebbe.

19. Il piatto preferito?
Piada con lo stracchino e la rughetta. (ho detto.) Al momento anche il gelato alla mandorla dei Gracchi, temo.

20. Il tuo primo ricordo?
Il bambù dietro la finestra.

21. Se avessi qualche milione di euro?
Mi comprerei una casa dove farei un progetto fichissimo facendo solo il mio direttore dei lavori come lavoro, poi girerei il mondo con un pacco di obiettivi.

22. Libro preferito di sempre?
Di sempre non so, ho dei problemi con la parola sempre, ma ci avevo una versione di Piccole Donne con dei disegni bellissimi di cui andavo ghiotta.

23. Libro preferito degli ultimi anni?
Boh, forse La Storia di Elsa Morante.

24. Autori preferiti in prosa?
Boh, dipende dal genere e dai momenti, però secondo anobii ho tutti i libri di Nori e Morozzi.

25. Poeti preferiti?
Non amo molto la poesia, però mi piace Gozzano.

26. Cantante preferito?
Difficile, forse De André.

27. I tuoi eroi?
Forse al momento Saviano.

28. I tuoi pittori preferiti?
Boh, dipende dal genere e dai momenti, forse Burri e Vermeer.

29. La trasmissione televisiva più amata?
Friends.

30. Film cult?
Bianca.

31. Attore preferito?
Non ne ho, ma mi piace Libero De Rienzo.

32. Attrice preferita?
Non ne ho, ma mi piace Angela Finocchiaro.

33. La canzone che fischi più spesso sotto la doccia?
Non so fischiare, però canto Purple rain.

34. Se dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, cosa cambieresti?
Per prima cosa le gambe, poi tutto il resto.

35. Personaggi storici più ammirati?
Nelson Mandela.

36. I politici più detestati?
L'unico ed inimitabile, in seconda battuta alcuni amici suoi e quello che se dio vuole ora sembra sia andato a fare Casini da un'altra parte; in ogni caso giammai Gianfranco, il politico più a sinistra degli ultimi cinque anni.

37. I nomi preferiti?
Lorenzo e Elena

38. Quel che detesti di più?
La superficialità.

39. Se potessi parlare a quattr’occhi con l’uomo più potente del mondo, che cosa gli diresti?
Basta con gli allevamenti intensivi.

40. Il dono di natura che vorresti avere?
Un metabolismo basale di 4000 calorie.

41. Il regalo più bello che tu abbia ricevuto?
La macchina fotografica.

42. Come vorresti morire?
Senza darmi la possibilità di pensarci.

43. Stato d’animo attuale?
Inquieto e bulimico.

44. Le colpe che ti ispirano maggiore indulgenza?
Quelle fatte per debolezza.

45. Il tuo motto?
Tomorrow never knows (ma soprattutto: fingo d'aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, fare dei figli, mangiare, bere, leggere, amare, grattarsi)


Famo che lo fate anche voi, così poi io posso venirvi a dire 'diobonino ma che palle', occhei?
venerdì, 09 ottobre 2009

la lotta è dura e ci fa paura

Niente, è un sacco di tempo che non scrivo niente perché sono tutta presa dalla mia candidatura per miss occhiaie 2009, candidatura che, lo sento, sta per avere una svolta decisiva grazie a mia madre. Mia madre, fiera sostenitrice di tutti i miei arditi progetti, ha deciso di appoggiare la causa esprimendo un’incontenibile e impellente necessità di far lamare il pavimento del soggiorno alle ore sette e trenta di mattina. A ruota segue il prodigioso canetto, che perora la causa occhiaie con un fermento inaudito: inizia la sua arringa ai primi gracidii di ascensore e immagino smetta mentre io smadonno sul lungotevere.
Insomma, quella cosa che cercavo casa, uh, eh, come dire.

Poi, altre belle notizie, che si aggiungono al mio umore deprimentemente autunnale e bulimico: a studio tra due settimane dobbiamo chiudere una gara e siamo ancora nella fase 'metapippe a go go', quindi ovviamente andrea ci ha le palpitazioni da ansia tutto il giorno e io ho come l’impressione che mi aspetteranno dei giorni, ma soprattutto delle notti, buie e tempestose.

Per l’angolo della fotografa wannabe posso dire che: abbiamo fotografato una superstar che ha commentato ‘io mi vedo sempre troppo magra’ e ecco, ora io non so se serva aggiungere che il mio odio per il genere umano ha registrato un inspiegabile picco.
Poi poi poi devo tornare a l’aquila a fare le foto per il fanfascista e rimpiombare nell’incubo, tutto monicageller e laclauz, ‘far cacciare i quattrini’ che quasi preferirei darglieli io, quasi. Da segnalare che anche fanfascista ci tiene a sostenere la mia corsa a miss occhiaie e quindi la fotogita lavorativa si terrà di domenica. Evviva.

Il 24-70 è arrivato, grazie al dio di ebay, ma sono ancora nella fase ‘guardare e non toccare’ per cui a parte alcuni baci prima di andare a letto, non ho ancora avuto modo di usarlo però ho avuto modo di fargli un’orrenda polaroid fuori fuoco per attaccarmela sul pc di studio dove le colleghe ci hanno le foto dei figli.
Per il resto pensieri paranoici da competizione, fame chimica e scrosci di pianto imminente, praticamente uno stato premestruale senza soluzione di continuità, durante il quale mi sono graniticamente convinta di essere incinta ma anche in menopausa.
Insomma, tutto normale.

Sono aperte le iscrizioni a "consigliamo-a-laclauz-un-libro-bellissimo-di-un-autore-non-americano" e tu non vuoi arrivare ultimo per l'ennesima volta nella tua vita, quindi vedi di darti da fare.
lunedì, 28 settembre 2009

make them laugh, make them cry, make them wait

Ieri ho fatto un acquisto sconsiderato su ebay, sconsiderato sia da un punto di vista 'prospettive economiche future' sia da un punto di vista 'prospettive future e basta'.
Ovviamente non vi dico cos'è finché non arriverà, primo
perché sono veramente una sagace stratega pubblicitaria e secondo perché sono superstiziosa come la merda e quindi se poi non arriva mi tocca venirvi a rullare di cartoni uno per uno e non siete mica tutti di roma.
Comunque mi sento molto in colpa ma allo stesso tempo sono sovreccitata e non riesco a dormire, ed io di tutto questo do la colpa al mefitico ebay, che dovrebbe essere vietato alla gente tendente agli stralunamenti emotivi, decisamente.
giovedì, 24 settembre 2009

bruttavita

E vabbè, son giorni brutti, gente.
Fetalità a tutto spiano, biscotti e cioccolata come se piovesse e la suite adobe che non ne vuol sapere: signori, è autunno.
Settembre sta facendo il suo sporco lavoro per rimanere l’unico ed incontestato mese ufficiale della depressione, depressione che per l’occasione ci arriva con il due per uno in simpatiche alternanze di insonnia e bulimia, nonché pianto e isteria e altri sentimenti-allegria che aiutano molto la socialità, la quale già di per sé è un settore in cui vado fortissimo.
Che poi, dico. Anche la socialità, ci mettesse del suo, eddai: tipo ieri sera quattro persone allo stesso tavolo mi hanno chiesto, a intervalli cadenzatamente sadici: dove abiti/che lavoro fai/che taglia di pantaloni porti/che macchina fotografica hai, e io non solo non potevo mandare affanculo nessuno ma nemmeno far rotolare i lacrimoni sulla pizza. E questa è cattiveria, diciamolo, via.
Ma, bando alle ciance: siamo qui per voi, ci mancherebbe, e allora vi svelo il segreto velatissimo che mi impedisce di impiccarmi, molto scenicamente, con i lacci di liquerizia: trottare compulsivamente verso i video di nonsitornaindietro.
Ora non vorrei prorompere in affermazioni eccessive, ma me saralando mi mette voglia di archiviare le stringhe.
Ciao, vi voglio molto male, indistintamente a tutti.
giovedì, 17 settembre 2009

faccio i refusi più belli del circondario, stacce.

Starring: io e il mio capo gentile
(che non lo scrivo mica perché legge il blog, che è gentile: è veramente tanto tanto gentile)
(spero comunque che non lo legga, il blog)
(se lo legge pazienza, perché è gentile)

Drin drin
- Scusa laclauz, dove hai messo i disegni che hai fatto ieri?
- Uhm, sparsi per il sistema universo, suppongo.
- Fai una cartella Barbanera?
- Ok

Click

Laclauz fa ligiamente cartella.

Drin drin

- ma, con Baranera, volevi mandarmi un messaggio subliminale?

Simpatia, simpatia.
Comunque, ad essere sintetica: sono un po' viva e un po' no, ho avuto dei giorni micidiali con tanto di gita a l'aquila lo stesso giorno di silvione, ho fatto delle foto per uno che con ogni probabilità vota silvione e non mi pagherà, la settimana non è ancora finita e domani pure ho come l'impressione che ci sarà da ridere. H
o rivisto il principe che, inspiegabilmente, non mi ha chiesto di sposarlo, abbiamo (cioè, the photgrapher ha) fotografato una che in tv sembra simpa e figa, e nella vita reale è simpa e figa, e lo dico nonostante abbia con impeto e passione baciosalutato il principe tanto da fare urlare a the photographer 'oh, piano!'
Secondo me the photographer è un po' innamorato del principe.
Come dargli torto, del resto.
Vogliamo parlare della manifestazione rimandata? Ecco, non ne vogliamo parlare, bravi.
Ciao tutti, l'autunno è bruttizzimo ma pure missitalia calabrisona è un discreto cessone.
venerdì, 11 settembre 2009

Io voglio dire la verità, tutta la verità e nient'altro che la verità sul fatto che andare in palestra è bello.
Allora, chiariamo subito che (io e lise non ci stancheremo mai di dirlo!) lo sport non fa dimagrire, anzi: andare in palestra ti fa diventare più grosso perché sotto la simpatica copertina cicciosa metti muscoli quindi vieni offsettato parlallelamente e sei più grosso e pesi di più.
Tipo, per esempio, io sono grossa, tipo la federicapellegrini, per intenderci, che mica dico che sia sfasciata, però è grossa, mentre per me le donne dovrebbero essere minute, sottili, con le spalle da uccellino e gli occhi ancora blu.
Quindi niente, se andate in palestra per dimagrire lasciate perdere, che non dimagrirete, a meno di smettere di mangiare, e in tal caso dimagrireste comunque anche senza palestra: la magra realtà è che solo smettere de magnà come un maiale fa dimagrire, ma smettere per sempre, non per una settimana un giorno solamente un’ora, quindi direi che niente, non si dimagrirà, facciamocene una ragione e amen, tanto dobbiamo morire tutti.

Andare in palestra è bello perché finita la palestra le endorfine turbinano a tutta callara nel cervello e fanno smettere di pensare ‘seiunamerda, seiunamerda’, pensiero che, non so voi, ma per me viene enfatizzato all’ennesima potenza da quella sensazione di culo pressofuso con il poliuretano espanso della sedia.
Andare in palestra è bello perché per un’ora sei concentrato sui maledetti saltelli e quindi per un’ora non puoi pensare i pensieri della depressione invincibile.
Allora tutto bello, evviva, iuppidù?
No.
Perché l’idea di smontare il culo pressofuso dal poliuretano espanso e scialacquare la preziosa pausa pranzo caricandosi una borsa mediamente piena, affrontare un grumo di turiste rissose, spogliarsi, mettere a posto i vestiti e poi ripulirsi e rifare tutto al contrario, ecco: vuoi mettere scendere a prendere la pizza rossa al forno e sdraiarsi al sole?
Dai, è brutto per tutti, eh.
Quindi lì per lì mi devo fare molta violenza, e questo utilissimo post lo scrivo per ricordarmi che devo sempre farmi la violenza prandiale, perché poi il regno dei cieli mentali sarà mio: posso incontrare uno stuolo di modelle in vacanza e sorride beatamente a tutte (storia vera)
giovedì, 03 settembre 2009

questione spinosa

Forse non tutti sanno che io da un po' ci avevo una spina nel dito indice sinistro la quaglia aveva fatto una palletta e stamattina ho deciso che era il caso di affrontare la spinosa questione (ahah. scusate) e sono andata a fare le simpatiche trafile ambulatoriali, dimostrando, a mio avviso, un coraggio spropositato.
Dopo un susseguirsi di cataratte e badanti sono finita a quattrocchi con un darthvader con le crocs che senza rivolgermi parola mi ha anestetizzato il dito e poi asportato ripetutamente fette di polpastrello. Fin qui tutto bene, mappoi ho avuto la sciagurata idea di aprire gli occhi e vedere una concavità laddove normalmente si trova una convessità.
Bon, a quel punto, scena solita: sbiancamento e nausea irreversibile.
Agitazione generale, perfino darthvader ha proferito parola al posto dei rantoli asmatici, allora siccome - comprensibilmente - mi vergogno come una ladra di dire cose tipo ‘no sai com’è, so che dovrei stare a casa ad allattare il quarto figlio, ma mi fa impressione il sangue, mettetemi il cerotto con uinnipu’ ho detto "no traaanqui, magari svengo ma solo un pochino ma -ehi- è tutto occhei!"
Allora, come da copione, me la sono chiamata, nemmeno darthvader ha saputo resistere: "ma sei incinta?"
L’emeticità ha avuto la meglio sulla mia prontezza di replica ‘no, sono solo grassa’ ma a quel punto una svomitazzata sulle crocs gliela avrei regalata volentieri.
Invece mi hanno fatto sdraiare e quindi niente, mi si sono incagliati i conflakes nello sterno carenato e via, però ora, mentre l’anestetico si sta vaporizzando (e con lui la sensazione di battere sulla tastiera sdeng sdegn come quella di lezioni di piano in una rivisitazione cibernetica) e comincia ad arrivare il dolore in pacchetti da dieci, penso che mi voglio proprio vedere a togliere il cerotto, stasera, ah!