- Allora, le opportunità sono due: o decidiamo che non c’è niente da fare e ce ne facciamo una ragione e amen, oppure restiamo qua e continuiamo a lamentarci, oppure, e forse è il caso, cominciamo a fare qualcosa. - E allora con gli oppure però siamo a tre e non sono più due come avevi detto.

camilla
cantoediscanto
culodritto
dessa
eddiemac
gagrito
mavimavi
poleposition
pulsatilla
reme
vertigoz
zoca

avvertenza.
tutte quelle che fanno
ciccicicci con gli uomini
nei miei link,
io le odio.

postilla.
fare l'uomo link
da laclauz è un
mestiere duro.

le parole sono importanti.
e anche gli accenti
ma soprattutto un po' si
scrive con l'apostrofo,
per piacere.


robaccia

linkami pure, eh (poi 

non dire non ti avevo avvertito)

affinità-divergenze fra la compagna lucy van pelt e me
[1] [2] [3] [4] [5] [6]

I love.
le malvestite
sara lando


per i complimenti
per le critiche

incappati
*loading*

“Che c’hai tu?
I cazzi seri?
Ma falla finita,
ma chi ci crede?
Tu ci credi?”


venerdì, 03 luglio 2009

difettology

Ieri mentre tornavo a casa e prendevo tutta l’acqua del mondo e mi incazzavo (ché sarebbe anche la terza volta di fila ed è luglio, diobonino) pensavo che questa cosa di incazzarmi molto forse è il mio difetto che mi rovina la vita di più, il quale a sua volta poi rimanda al mio macrodifetto che è una smodata permeabilità agli eventi, tipo quei cosi che hanno inventato per buttare in lavatrice tutti insieme i colori, che poi ti esce uno straccio multicolor e lo butti.
Ecco, il problema è che io non lo butto.
Allora questa cosa alle volte dà anche delle soddisfazioni, ci mancherebbe, però nove su dieci do un’importanza assolutamente sproporzionata ad eventi che non la hanno: mi struggo o mi incazzo con un’imprevedibilità degna degli eventi meteorologici estate 2009.
Male, molto male.

Traccia per il commentatore: dite tutti il vostro difetto che vi dà più noia, come nelle interviste di tvsorrisiecanzoni.
E' consigliabile non scrivere ‘che sono troppo buono’ perché poi mi tocca venirvi a cercare e prendervi a randellate sui denti e oggi fa un gran caldo per muoversi.
giovedì, 02 luglio 2009

ne voglio quattro sull'amore, due sul fatto che si muore

[Perché come dice micheleserra del cuore* per scrivere sempre (e a me piace scrivere sempre) bisogna ricordarsi che sono solo cazzate di nessun valore e che il loro peso è prossimo allo zero assoluto e quindi andare senza vergogna. Poi, a dire il vero, secondo me il peso di micheleserra non è prossimo allo zero, ma questo non glielo diciamo che poi sennò si agita e mi casca dall’amaca]

Bisogna guardarsi bene dal giovedì, che a volte arriva di sorpresa, ed è un giorno senza alibi, che se fai una cazzata è tutta tua.
Tipo io ieri sono tornata casa che era anche tardi, ma mi sono caparbiamente cotta le robe, poi le ho messe con l'insalata brave brave, ho chiuso il coperchio ikea e ho messo in frigorifero.
Allora poi oggi mentre prendevo il latte dal frigo ho detto -oh, sia mai che mi scordo la comida!- e l’ho messa sul tavolo.
Che ve lo dico a fare, è ancora sul tavolo e nove su dieci si decomporrà prima di stasera.
Allora pazienza, dico io, pensando al mio bellissimo portapranzo sul tavolo della cucina che muffisce, però in realtà penso porcazozza si può essere più cretini?
E poi penso che ogni tanto mi scordo pure la borsa della palestra e allora sì, si può essere più cretini, però non va tanto bene lo stesso.

Ho bisogno di un buon pensiero universale unisex, anche usato, ne avete qualcuno? Grazie.

*Cuore, capito? Ahah. (Scusate)
martedì, 30 giugno 2009

momento simpatia

sgrunt! laclauz | 14:19 | commenti (6) |
domenica, 28 giugno 2009

due righe.

Il principe oggi aveva le clarks + calzini gallo:
io sto seriamente riconsiderando le mie posizioni sul matrimonio.
venerdì, 26 giugno 2009

perché a me le figure di merda mi piace sottlinearle con l'evidenziatore verde

Antefatto.
Ieri io e the photographer siamo andati a fotografare un attorucolo di teatro che somiglia a riccardo gere, e durante lo scrutamento delle foto si svolge seguente dialogo
- questa bene. E’ bello lui, no?
- bè non è il mio tipo, ma belloccio
- perché, chi è il tuo tipo?
- quelli lunghi e secchi
- TIPO IL PRINCIPE?
- eh tipo
(vaga, vaga: io sono la regina delle donne vaghe, mpf)

Fatto.
Oggi sono ancora in vespa e il principe è lì con i suoi boccoli rosci spatasciati al vento che sembra un leone: voto, otto, poi però vedo le clarks beige e prende dieci per direttissima.
Ciao, bacino*, come stai, com’era ieri eccetera.
Insomma mentre ammappe quanto leghiamo, arriva the photgrapher e fa aho principe lo sai a lei je piacciono quelli alti e secchi? ieri ci avevamo sto ganzo e lei ha detto no a me solo quelli sopra uno e novanta e insomma sei proprio tu eh.
Ecco, come dire.
Il principe siccome, s’è detto, è un ragazzo a modo, fa una risatina di ordinanza che dalla sua durata nel tempo potremmo anche chiamare ‘risata prolungata d’imbarazzo’, io siccome sono la regina delle vaghe divento rossa come una scema di quindici anni e dico eh ma dov’è l’appuntamento? No perché mi pare che ieri… seguono molti puntini.
(sì occhei, pena, ma voglio vedere voi)
Il principe mi insegna a piegare il lastolite e io sono contenta anche se il lastolite mi sbatte sul muso tre volte e mi fa anche un poco male.
E allora oggi scopro un sacco di cose nuove, sul principe rosso, perché gli faccio un sacco di domande.
Tipo che ha fatto il barista a santodomingo, che è stato bocciato, che ha un grosso cane, che ha fatto il commesso di scarpe a londra, che odia correre, che ha giocato a pallavolo fino a vent’anni, che ha fatto un anno di università, che gli sport che ci si mena non fanno per lui, che scrive poco, che non c’è un modo per piegare il lastolite, che ha fatto un anno di ied, che forse adesso va in africa.
Dico: ce ne abbastanza per fargli prendere dieci anche senza clarks.
Viene fuori un’ex ragazza, ma nessuna fidanzata attuale, il che, principe, fattelo dire, da parte tua è un poco scorretto se hai una fidanzata, fattelo dire veramente, o forse sei il tipo che con ognuna ha fatto un pianto, ha pianto anche con la mia? Sei quel tipo? Dicci la verità, principe.
Poi lui parla un po’ di quando si stava meglio quando si stava peggio, cioè di quando eravamo giovani noi e si svolge un siparietto succulento di lui che dice che ha preso 60 alla maturità e io dico ammappe, perché ai tempi miei sessanta era un votone, ma lui mi dice che invece no, che lui è nato nell’83 e allora a me mi viene il pensiero che franceschina è nata nell’84 ed evidentemente devo aver messo su una faccia un po’ mogia perché il principe, da quel galantuomo che è, si affretta a dire che dopo i vent’anni non c’è nessuna differenza.
Eh, bè, diciamo.
Guarda valeriagolina e riccardoscamoscio, dopotutto.

Ah, sì: Giorgia no-profit ci ha degli enormi occhi pazzeschi ed è un sacco simpa.

*sputargli in faccia la mia campagna anti-bacio-di-saluto mi sembrava un poco controproducente, sai com’è.
martedì, 23 giugno 2009

di quando vuoi scrivere un post e invece ne cancelli uno già scritto

Dai, sono un fenomeno o no?
Eddai, sì.
Mi gioco l’asso gelati, che in questa stagione fa sempre colpo.
Ma quanto era buono il patriottico ghiacciolo tricolore?
Invece il trendissimo fior di fragola mi ha sempre fatto schifo, e tutti i gelati con la panna mischiata al ghiacciolo o quelli con la crema al cioccolato. A dirla tutta il ghiacciolo mio del cuore era uno che ci aveva un nome buffo ed erano tre frutti uno sull’altro che credo lo mangiassi solo io perché non ha finito manco un’estate.
Poi perché all’estero l’algida ha sempre un nome diverso, mi chiedo io delle volte quando proprio non ci sono pensieri migliori di passaggio, mi chiedo.
(pensieri migliori di passaggio tipo: le albicocche sono migliori delle pesche perché fanno meno sugo indelebile)
C’è della gente che mi scrive dei privati molto strani, con dei lapsus un pochetto indicativi, tipo che il senso dovrebbe essere è impossibile non adorarti ma si dimentica il non, tipo la volta che mi è arrivata la compilescion di uno e la prima canzone era I hope that I don't fall in love with you di tom waits ma lui di suo freudiano pugno scrisse I hope that you don't fall in love with me, per la categoria le storie bellissime di laclauz.
Che poi dici ma tu laclauz guardi sempre il significato peggiore, eh sì vabbè però anche, dai, eh.
Ho perso il terzo oculare della macchina fotografica in meno di un anno, e poi suddetta macchina ci ha tutte delle sgraffignature causa uso sul lato destro che mi rendono ostile anche solo il pensiero di cambiare macchina fotografica, questa è la verità, anche se la dinamicità cromatica eccetera.
Io fatico a staccarmi, se non si fosse capito, tipo quegli adesivi che vengono via solo grattandoli un pezzo alla volta e poi lasciano l’appiccicaticcio nero e poi della roba ruvida e poi insomma, che modo raffinato per dire che mi fotto di paura di qualsiasi cosa, deh?
giovedì, 18 giugno 2009

blonde redhead

Oggi siamo andati a fotografare una celebre personaggia, una che al cinema sembra la più figa del reame e invece laclauz non ci si cambierebbe ma nemmeno per niente, e che questo vi basti e vi avanzi, però è terribilmente fotogenica e quindi inspiegabilmente io dal vivo vedevo un salame sudato con le ciglia finte, ma nelle strategiche foto di the photographer era bellissima.
Allora sì: the photographer è uno che decisamente sa il fatto suo.

Il problema di questo lavoro, oltre a dover guidare fino a fregene con la macchinetta di mia madre, è che c’è il principe che mi cammina davanti con i suoi settanta chili scarsi e io quando gli guardo le cavigline Ø10 nelle converse ho dei giramenti di testa.
Il principe ha ventisei anni tra poco ventisette, ho scoperto oggi: sono inutile e vecchia.
Allora pensavo, visto che il principe è molto gentile ed educato, ma se io vado lì e dico "senti principe, siccome se per caso mi cade l’occhio sulle vene sbiondate dei tuoi avambracci io non ci capisco più niente, vuoi fare qualcosa a riguardo, di grazia?" lui, per la buona creanza e la diligenza che lo lo contraddistinguono mi risponderebbe "corro a mettermi un maglione a maniche lunghe"?
No perché queste cose càpitano, eh, e detto tra noi, ci si resta anche un po' male, eh.

Il principe ci ha la faccia di quello che ci ha una fidanzata che si amano da matti, perché è timido: non mi pare il tipo che ci ha sedici fidanzate.
O forse è ghei, sono tutti ghei, in questo giro di gente.
Secondo me siccome è uno molto solerte nel suo lavoro, s’ingheirebbe senza problema, se fosse necessario, ma dallo sguardo lanciato alle fanciulline della piscina, non è ghei, direi.

In particolare quando io e il principe passiamo molto tempo in silenzio davanti a dei bicchieri di cocacola e io penso che lui sia molto timido e io molto vecchia.
O forse gli sto sul cazzo.
O forse pensa alla morosa sua, sicuro una stronza donna magra che già mi sta salendo il nervoso, guarda.
Comunque, il principe è il mio folle amore insoluto della stagione 2009.

Ciao principe, ti prego non trovare mai il mio blog per sbaglio, per piacere.
lunedì, 15 giugno 2009

a rush of blood to the head (letterale però)

Ieri ho dato una craniata contro una mensola, dal basso verso l’alto.
Ma forte, eh.
Tipo che ho uno scalino in testa e mi è anche uscito il sangue.
Allora poi mi sono addormentata pensando ecco ora mi addormento perché ci ho il trauma cranico e rien va plus, les jeux sont faits eccetera e non ho nemmeno la mutanda elegante, invece poi mi sono svegliata (e mi sono messa la mutanda elegante, che non si sa mai)
Lunedì.
Ci ho un oggetto non meglio identificato incastrato nel polpastrello del dito indice sinistro, mi fa male l’osso sacro e ho scoperto che esiste una specie di malattia dell’osso sacro che si chiama coccigodinia e mi sono - ovviamente - convinta di averla misteriosamente contratta, inzomma mi sto inesorabilmente trasformando in quei vecchi che alla fermata dell'autobus ti placcano con delle pippe sulla loro sciatalgia che sai è ereditaria però forte come mi ha preso a me, nessuno mai.
Che bello.
Poi altre notizie da essere umano utile e completo. Sabato sono stata a comprarmi un vestito (sìsì, carino che me scenne bene) e c'era una commessa grassottella che se fosse stata magra io quel vestito non me lo sarei comprato mai, perché a una commessa magra non ce la faccio a dirle "sai com'è, la 40 mi fa un poco gerardepardiè in guepiere" e quindi me ne vado tutta vergognosa e anche un po' infelice, mentre con una commessa gressottella, ehi bebi, siamo nella stessa barca, "c'è la 42?", occhiolino ammicca ammicca e olè, lo smercio frallocco è assicurato.

Le cose non si lasciano afferrare: saranno le mani sudate?
venerdì, 05 giugno 2009

manuali sull'autostima

Versione light o versione pippone?
Versione pippone, così imparate.
Vabbè, la prima parte non è importante, il succo è che sto andando a ‘dare una mano’ a un fotografo che oltre a essere bravissimo ma aiutatemi a dire bravissimo è anche gentile ma proprio gentile. Insomma, ieri si doveva fotografare una tipa.
All’altro capo dell’Eur alle 12.30 ‘però arriva puntuale che così saliamo insieme’.
Io e vespa, conoscendo bene le malvagità del tuttocittà che dice tempo 17 minuti, siamo uscite un’ora prima: abbiamo fatto bene perché alle 12.22 eravamo sul raccordo in direzione fiumicino smadonnando come dei camionisti ubriachi.
Io quando finisco in vespa sul raccordo, personalmente, faccio testamento.
La cosa che mi fa incazzare ogni volta come la prima volta è che non colgo mai il momento drama in cui si pone l’alternativa ‘attenzione: raccordo delle meraviglie’, e in quattro e quattrotto sono sulla roma l’aquila dove ho come l’impressione di non poter usare il simpatico metodo usatissium ‘inversione e torna tutto come prima’.
Insomma, alle 12.35 arrivo in questo fantomatico posto perché, come dire, lassù hanno pensato che forse si stava esagerando, e mi mettono in mano una chilata di stativi perché vabbè, mo, quante ne vuoi.
Saliamo nella casa più bella che io abbia mai visto.
O meglio: non ho mai visto tanti pezzi di design tutti insieme fuori da spazio sette.

Nel frattempo arriva il principe.
Il principe è il vero motivo per cui voglio fare queste trasferte, altroché le foto: il principe.
Il principe, porta cavalletti numero uno, è un j0vanotti con i boccoli rosci per le spalle, un metro e novantasette che peserà meno di me: secco emaciato occhi verdolini vespino e adidas sfondate: devo aggiungere altro*?
Come se tutto questo non bastasse il principe è l’uomo più gentile che io abbia incontrato dall’ultimo metro e novantatre di mia conoscenza e insomma, via, ce ne è abbastanza per aver bisogno della ciotola raccoglibava.
Ora
estemporanea riflessione profonda: io amo questo tipo di boyz, che non è che siano proprio delle canoniche bellezze universali ma per me sono il non plus ultra de la creme di sti cazzi, ma vaglielo a spiegare. Fine estemporanea riflessione profonda.
Il principe ci avrà quindici mogli come minimo, ma io lo amo.
Solo che la lochesion ascensore non aiuta: io rimango timida e fagottone come una scema di quindici anni, il principe rimane timido e gentile e pensa alle sue diciotto mogli.
Durante la giornata facciamo grandi progressi, tipo che si divide amorevolmente un pacchetto di orociock: temo che la mia situescion con il principe non andrà molto più lontano di così.
Però è bello che esista il principe, non so se mi spiego.

Mentre truccatrice je dà giù (e io scopro l’esistenza di degli attrezzi di simil tortura necessari per trasformarsi in miss globo) tutti parlando degli ultimi personaggi di cinema/tv fotografati e io non sono proprio forte nel settore quindi cerco di fare la faccia intelligente ma anche di sparire, contemporaneamente, con l’identico risultato in entrambi i casi.
La tipa pensavo peggio, perché ha trent’anni e i suoi problemucci, solo che pensavo peggio finché the photographer non si gira un attimo, mi guarda e fa una raffica da sei.
Ecco, ora vi svelerò un segreto: contrariamente a quello che vi faccio credere su flickr, io in foto vengo malissimo ma aiutatemi a dire malissimo, quindi già temevo il peggio ma quando le abbiamo guardate ecco… come dire… diciamo che la parola autostima si è frantumata davanti ai miei occhi in un decimo di secondo.
E’ stato un brutto brutto momento, eh.
Per fortuna il principe era a fare pipì (invece ma nemmeno per niente perché è il principe che poi ritoccherà tutte le foto)

Nonostante tutto questo, molte docce e camicie bianche dopo, sono contenta, soprattutto perché sapere che valeriasolarin0 non si piace e ci ha un sacco di complessi, come dire: priceless.


*scopriremo durante l’evolversi della giornata che il principe è laziale e fuma, ma se me lo sfidanzate mi accontento lo stesso.
martedì, 26 maggio 2009

compleanno di ciccio e michelemikebongiorno

Sono dei giorni un sacco un sacco sereni e questa è l’esclamèscion più sensazionale di tutto il blogo, credo.
Non che le cose si siano risolte, ma è un periodo molto rilassato, primaverile.
E allora sei contenta, che bello, fiinalmente, iuupidù. Invece no, niente, perché  io quando passo dei giorni sereni ho sempre paura e non me li godo affatto perché sto a pensare che presto arriverà qualcosa di orribile e dovrei prepararmi, ecco cosa sto a pensare.
Che carattere del cazzo che ci ho, veramente.
‘L’unica cosa, son questi segni premonitori che dicono che tutto finirà malissimo e con molto dolore, ho pensato io l’altro giorno, è un peccato. Si stava così bene, se non c’erano quei segni premonitori.’
Insomma, devo fare una telefonata importante ma veramente importante, che ci tengo tantissimo e insomma poi magari cambia tutto, capito?
Io non sono brava in queste cose.
Io muoio dalla voglia che cambi tutto, io ho il terrore che cambi tutto.
Mi sa che è sempre quel problema di cui sopra del carattere del cazzo, che nella poesia poetica di chi è molto bravo diventa un elegante ‘che paura e che voglia che ti porti lontano’, nella pratica genera una pletora di guai che manco aliciuzza letizia quando parla con repubblica.
Stay tuned, ma anche no, che poi mi agito.